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Gaza: i fatti ·

La Nakba: perché la maggior parte degli abitanti di Gaza è rifugiata

Nel 1948 circa 750.000 palestinesi furono espulsi o fuggirono dalle loro case durante la nascita di Israele. I loro discendenti sono la maggioranza della popolazione di Gaza, e non è mai stato permesso loro di tornare.

Palestinesi che lasciano Giaffa via mare nel 1948
Foto: Unknown author · Public domain · Wikimedia Commons

1948

I palestinesi la chiamano Nakba, "la catastrofe". Durante la guerra del 1947–1949 circa 750.000 palestinesi furono espulsi o fuggirono da città e villaggi. Centinaia di villaggi furono svuotati e distrutti, e ai rifugiati non fu permesso di tornare.

Gaza, una terra di rifugiati

Molti finirono nella Striscia di Gaza. Oggi circa sette abitanti di Gaza su dieci sono rifugiati o loro discendenti e vivono in campi come Jabalia, Shati (Beach Camp), Nuseirat e Rafah, tra i luoghi più colpiti nella guerra attuale.

Il diritto al ritorno

La risoluzione 194 dell’Assemblea generale dell’ONU, adottata nel dicembre 1948, stabilisce che ai rifugiati che desiderano tornare alle loro case dovrebbe essere consentito di farlo. Israele non l’ha mai permesso.

Una Nakba mai finita

Molti palestinesi e storici descrivono lo sfollamento della popolazione di Gaza dal 2023, e le espulsioni in Cisgiordania, come una continuazione della Nakba.

Guarda NAZA

"Naza" è il gergo militare israeliano per i danni collaterali: il numero di civili che un ufficiale è autorizzato a uccidere in un attacco. In questo documentario, 24 ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, molti delle unità più prestigiose dell’esercito, spiegano come quel numero sia stato fissato, approvato e superato a Gaza. Volti e voci sono camuffati.

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