Gaza: i fatti ·
La fame come arma: dal "massacro della farina" alla carestia a Gaza
Persone colpite mentre aspettavano la farina, operatori umanitari uccisi in convogli riconoscibili e, nell’agosto 2025, la carestia confermata a Gaza City. Per la CPI affamare i civili è un crimine di guerra.
Il massacro della farina
Il 29 febbraio 2024 una folla si è radunata intorno ai camion di aiuti carichi di farina in via al-Rashid, a Gaza City. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco. Secondo il Ministero della Salute di Gaza sono state uccise più di 110 persone e centinaia ferite. L’episodio è diventato noto come il massacro della farina.
Operatori umanitari uccisi
Il 1° aprile 2024 attacchi di droni israeliani hanno colpito uno dopo l’altro tre veicoli di un convoglio di World Central Kitchen, uccidendo sette operatori umanitari. Il convoglio era chiaramente riconoscibile e il suo percorso era stato coordinato con l’esercito israeliano.
Uccisi mentre cercavano cibo
Dopo un blocco quasi totale nella primavera del 2025, la distribuzione del cibo è stata affidata alla Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta da Israele e Stati Uniti. L’ufficio ONU per i diritti umani ha registrato oltre 1.300 palestinesi uccisi mentre cercavano di procurarsi cibo tra fine maggio e fine luglio 2025, la maggior parte vicino ai siti della fondazione.
Carestia confermata
Il 22 agosto 2025 la Classificazione integrata delle fasi della sicurezza alimentare (IPC), lo standard mondiale per le crisi alimentari, ha confermato la carestia nel governatorato di Gaza. È stata la prima carestia mai confermata in Medio Oriente, e funzionari ONU l’hanno definita una carestia provocata dall’uomo.
Un crimine di guerra
I mandati d’arresto della Corte penale internazionale contro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant includono il crimine di guerra di affamare i civili come metodo di guerra. Human Rights Watch ha concluso che la privazione deliberata di acqua da parte di Israele equivaleva a sterminio e ad atti di genocidio.
Guarda NAZA
"Naza" è il gergo militare israeliano per i danni collaterali: il numero di civili che un ufficiale è autorizzato a uccidere in un attacco. In questo documentario, 24 ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, molti delle unità più prestigiose dell’esercito, spiegano come quel numero sia stato fissato, approvato e superato a Gaza. Volti e voci sono camuffati.
Ora al cinema e, dopo l’uscita in sala, gratis in tutto il mondo su theguardian.com.