Gaza: i fatti ·
NAZA: ufficiali dell’intelligence israeliana raccontano come venivano approvate le morti di civili a Gaza
Nel documentario NAZA, 24 ufficiali dell’intelligence israeliana raccontano come seguivano i palestinesi fino alle case di famiglia e approvavano in anticipo quanti civili potevano morire con loro.
Il film
NAZA è un documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, i co-registi israeliani del premio Oscar No Other Land. Prodotto da The Guardian, con Jonathan Glazer come produttore esecutivo, è stato presentato in concorso alla Mostra di Venezia il 10 settembre 2026 e ha vinto il Premio speciale della giuria.
I protagonisti sono 24 ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, molti delle unità più prestigiose dell’esercito. Sono stati filmati di notte sui tetti di Tel Aviv, con volto e voce nascosti.
Un numero fissato in anticipo
"Naza" è il gergo militare israeliano per i danni collaterali: il numero di civili che possono essere uccisi in un attacco. Gli ufficiali del film descrivono quel numero come qualcosa di fissato e approvato prima che cadessero le bombe.
Nel 2024 un’inchiesta di +972 Magazine e Local Call firmata da Abraham ha rivelato che il sistema di IA dell’esercito, "Lavender", aveva segnalato circa 37.000 palestinesi come sospetti, e che gli ufficiali potevano uccidere da 15 a 20 civili per ogni sospetto di basso rango e oltre 100 per un alto comandante. NAZA porta davanti alla telecamera le persone che lavoravano dentro quel sistema.
"Where’s Daddy?"
Uno dei capitoli del film prende il nome da un sistema di tracciamento che avvisava gli ufficiali quando un uomo segnalato entrava nella casa di famiglia, così da bombardarlo lì. Gli ufficiali raccontano di aver osservato famiglie nella loro vita quotidiana prima che gli attacchi venissero approvati.
Un ufficiale ha seguito due sorelle per trovare il padre. Lui non era in casa quando è arrivato l’attacco. La famiglia è stata uccisa.
"Come un videogioco"
Gli intervistati descrivono il lavoro come una routine davanti agli schermi, "come un videogioco". Diversi si definiscono di sinistra. "Capisci che l’obiettivo è distruggere", dice uno di loro.
La conclusione dei registi è netta: l’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza "non è stata un ‘tragico effetto collaterale’ di una guerra contro Hamas", ma "un atto premeditato, calcolato e intenzionale".
Il tentativo di zittirlo
Il ministro israeliano della Cultura ha accusato i registi di tradimento. Il capo di stato maggiore ha definito il film "un attacco allo Stato di Israele". Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha proposto di revocare la cittadinanza a chi "diffama i soldati dell’IDF". Una folla si è radunata davanti alla casa di Rachel Szor gridando "Pena di morte ai traditori".
Guarda NAZA
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